Vino bianco di buona struttura, al naso ricorda frutti gialli anche tropicali, fiori di sambuco e fragolina di bosco. In bocca è pieno, con buona morbidezza e leggero tannino varietale. Vuole essere l’espressione spontanea della vigna, dell’annata, del vitigno e soprattutto del territorio vulcanico di Sessa Aurunca. Falanghina macerata: quel giallo che vira all’arancio è figlio diretto dei sei giorni sulle bucce e dell’anfora, che arrotonda senza addomesticare. Roccamonfina si sente: pomici e lapilli danno quella tensione vulcanica che tiene il vino in asse nonostante la materia.
Un vino naturale consapevole, non dogmatico, biodinamico che parla più di territorio che di cantina, FIVI nel senso migliore: mano del vignaiolo riconoscibile, ma discreta.