Trekking tra le vigne a Lapio.

Ieri sono stata a Lapio, da Rocca del Principe, e lungo la strada mi sono venute in mente due cose.

La prima: qui ci sono davvero dei percorsi da fare a piedi. Non sentieri “organizzati”, ma strade da intuire, un po’ come racconta Paolo Rumiz quando descrive il suo viaggio lungo la via Appia. Non so se sia passato esattamente da queste vigne, ma di certo ha attraversato territori confinanti, e qui si percepisce chiaramente quella stessa idea di cammino: una traccia che si legge più nel paesaggio che nella strada.

La viagna della Via Appia di Rocca del principe

La via Appia passa anche da qui. Non come rovina visibile, ma come presenza diffusa. È un attraversamento silenzioso tra le vigne, quelle del Fiano di Avellino, che proprio a Lapio trova una delle sue espressioni più alte.

E poi c’è il clima. Lapio è un altro mondo. Più in alto, più esposta, più fresca. Le uve crescono in modo diverso: più lente, più tese, forse anche più potenti. È una differenza che si sente, nel vino e nell’aria.

La cosa che mi ha colpito di più è stato proprio questo passaggio netto: sono partita con 22 gradi, in camicia, e dopo meno di un’ora mi sono ritrovata a 15 gradi, con un’aria sottile, quasi tagliente. Un’aria fine, precisa.

E mi è venuto da pensare che quella stessa finezza è dentro al Fiano di Rocca del Principe.

Vale davvero la pena berli, questi vini. E soprattutto tornarci nel tempo.