Tramonti, vento di tramontana e il ritorno alle Cantine Apicella.

Ci sono giornate che sembrano fatte apposta per ricordarti quanto certi luoghi riescano ancora a emozionarti. Oggi era una di quelle giornate: sole terso, vento di tramontana, aria limpida. E così, quasi naturalmente, sono tornata a Tramonti. Ho impostato il navigatore e, con sorpresa, ho scoperto quanto la nuova uscita autostradale abbia cambiato i tempi del viaggio: in appena trentacinque minuti ero arrivata a destinazione, alle Cantine Apicella. Il navigatore mi ha fatto percorrere il Valico di Chiunzi e, nell’ultimo tratto, una stradina che probabilmente non percorrevo da molti anni. Una strada stretta, panoramica, bellissima, che scende lentamente verso la Costiera e il mare. Monte Finestra, più in là Sant’Angelo con le sue antenne, e tutt’intorno vigne. Prima le felci, poi i castagneti. E infine le pergole di vigneto che accompagnano il paesaggio di Tramonti come una trama antica e familiare. Un percorso che sembra raccontare, curva dopo curva, l’anima agricola dei Monti Lattari. L’arrivo in azienda è stato un piccolo ritorno nel tempo. Mi sono resa conto che erano passati più di vent’anni dalla mia ultima visita. Nel frattempo molto è cambiato: Prisco Apicella mi raccontava della nuova cantina, inaugurata nel 2019, e dell’importante lavoro di rinnovamento portato avanti negli ultimi anni. Nel frattempo un bel gruppo di ospiti stranieri erano piacevolmente impegnati in una degustazione all’aperto, nella nuova area dedicata all’accoglienza. Un’atmosfera luminosa, rilassata, perfettamente in armonia con il paesaggio. Prisco mi ha accompagnata in visita alla cantina, raccontandomi le ultime produzioni, i cambiamenti nella vinificazione e il recupero di alcuni storici contenitori in cemento, oggi nuovamente utilizzati soprattutto per i rossi. E naturalmente si è parlato dei vini bianchi della Costa d’Amalfi, così importanti per questo territorio e da sempre fiore all’occhiello di Apicella. Il Colle Santa Marina continua a confermarsi un bianco di straordinaria eleganza, ma quest’anno grande soddisfazione è arrivata anche dal rosato, premiato proprio in questi giorni tra i migliori rosé italiani, classificandosi sesto nella top ten dei 100 Best Italian Rosé 2026. C’era entusiasmo nelle parole di Prisco, ma anche quella sobrietà tipica di chi vive il vino con autenticità e profondissimo legame con la propria terra. Uno degli aspetti che più mi ha colpita della nuova cantina è stata la scelta di conservare alcune testimonianze del passato: gli antichi pali di castagno lasciati a vista e una sezione del terreno che mostra chiaramente la stratificazione della terra, dalla pomice all’argilla. Una memoria geologica preziosa, che racconta molto del lavoro della vite e della profondità che le radici devono raggiungere per cercare acqua, nutrimento, equilibrio. E poi, quasi al volo, abbiamo assaggiato insieme "A' Scippata" appena imbottigliata l'annata 2022. Che vino straordinario. La vigna sovrasta la cantina di pochi metri, quasi a ricordare quanto qui tutto nasca davvero in continuità con il paesaggio. Prima di andare via ho salutato anche la moglie di Prisco e la sorella Fiorina Apicella entrambe impegnate in azienda a tempo pieno. Una realtà profondamente familiare, autentica, che continua a custodire con coerenza e passione l’identità di Tramonti. E forse è proprio questo che rende speciale questo luogo. Tramonti occupa da sempre un posto particolare nel mio cuore. Oggi, con quell’aria tersa, i Monti Lattari alle spalle e il mare poco più in là, me lo ha ricordato ancora una volta. Le Cantine Apicella continuano a raccontare la Costa d’Amalfi più vera: quella delle vigne eroiche, dei castagneti, del vento di montagna e di vini che parlano con sincerità del loro territorio. Un bellissimo ritorno. ❤️


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