Azienda Agricola Mila Vuolo degustazione Verticale di Aglianico | Serata del 20 febbraio in enoteca

Aglianico Mila Vuolo: territorio e mano artigiana ❤️

Venerdì 20 febbraio, in enoteca, ho avuto il piacere di proporre insieme a Mila Vuolo una degustazione verticale di Aglianico davvero particolare: una verticale composta esclusivamente da annate pari.

Una scelta precisa, nata dall’idea che procedere di due anni in due anni permetta al vino di mostrare un’evoluzione più marcata e leggibile, offrendo così al degustatore un’analisi più profonda e consapevole del tempo, del territorio e della mano che lo guida.

La degustazione: un percorso in verticale

Abbiamo iniziato la serata con le annate 2018 e 2016, assaggiate e commentate insieme al pubblico.
Due vini fondamentali per entrare nello stile produttivo e comprendere l’identità dell’Aglianico Mila Vuolo.

Subito dopo, un piccolo abbinamento gastronomico ha accompagnato e preparato il palato alla seconda parte della degustazione, dedicata a tre annate più mature: 2014, 2012 e 2010.

Una progressione che ha permesso di osservare il vino nel suo dialogo con il tempo, mettendo in luce differenze, affinità e traiettorie evolutive.

Aglianico Mila Vuolo: territorio e mano artigiana

L’Aglianico di Mila Vuolo è una sintesi riuscita di territorio e mano artigiana.
Uno stile coerente, silenzioso che punta più sulla tensione che sulla potenza.

Caratteristiche ricorrenti emerse nel calice:

  • Aglianico asciutto, verticale, mai muscolare

  • Frutto scuro ma sobrio: amarena, prugna non matura

  • Tannino fitto, elegante, ma non levigato a tutti i costi

  • Acidità sempre presente, che ne esalta la vocazione gastronomica

  • Legno misurato, mai protagonista

È un Aglianico che non cerca il consenso immediato, ma parla con chiarezza a chi ama i rossi campani, capaci di evolvere senza perdere identità.

Le annate a confronto

Il lavoro in verticale ha permesso di collocare ogni annata all’interno di un disegno più ampio:

  • 2010 / 2016
    Le annate che valorizzano maggiormente questo Aglianico: struttura, equilibrio e grande longevità.

  • 2012
    Annata più calda e più pronta, ma sempre composta e coerente nello stile.

  • 2014
    Più sottile, giocata su acidità e bevibilità, meno potenza ma grande finezza.

  • 2018
    Molto centrata, forse una delle versioni più pulite e leggibili, già espressiva pur nella giovinezza.

Quando berlo e a tavola

  • Da giovane: consigliata la decantazione, anche breve

  • Con 5–8 anni: entra nel suo momento migliore

  • A tavola dà il massimo: carni bianche strutturate, legumi, cucina contadina, piatti della tradizione

Perché raccontare il vino in verticale

Questa degustazione ha confermato quanto l’Aglianico sia un vino che ama il tempo e quanto il racconto in verticale sia uno strumento prezioso per comprenderne davvero l’anima.

A guidare la serata è stata Mila Vuolo, che ci ha accompagnati nella lettura delle annate, stimolando l’osservazione, il dialogo e il confronto tra i presenti.

Uno degli aspetti più apprezzati della serata è stato inoltre il clima informale e partecipativo: domande, curiosità e riflessioni hanno arricchito l’esperienza, trasformando la degustazione in un vero momento di condivisione.

Un’esperienza che rispecchia la filosofia dell’enoteca Si-Wine: il vino come racconto, confronto e cultura, prima ancora che come semplice bottiglia.

 

🍷 Grazie Mila!