Ripa Bassa, il Metodo Classico irpino e il gesto artigianale.
Ripa Bassa di Villa Raiano, per me, sa di Irpinia.
Nasce dall’incontro di due vitigni che di questa terra sono parte integrante: "fiano e greco".
Il nome racconta già qualcosa del suo luogo d’origine: le uve provengono dalle vigne della parte bassa delle colline irpine, quelle che si distendono lungo le rive del fiume Sabato.
Il fiano arriva da San Michele di Serino, a 250 metri di altitudine.
Il greco da Altavilla Irpina, dove le vigne salgono fino a 550 metri.
Due territori diversi che si incontrano in bottiglia.
E poi c’è il tempo.
Dopo la vendemmia di fine agosto e la vinificazione in acciaio, questo vino prende la sua seconda strada: la rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico, come mostrato nell'immagine di copertina.
Rimane sui lieviti per 36 mesi.
E quando arriva il momento del dégorgement, c’è ancora un gesto fatto a mano.
Un gesto paziente e preciso, che riporta la bottiglia alla sua forma finale.
Nel bicchiere è luminoso, con un perlage fine e persistente. Al naso arriva la crosta di pane appena sfornato, poi la pesca bianca, il melone bianco maturo, una sensazione minerale e quasi mentolata. E, in fondo, quella nota affumicata che rende il profumo molto "fianoso".
In bocca è fresco, sottile, con una bollicina fine e "stuzzicante".
E poi succede qualcosa che mi piace particolarmente: quando pensi che il sorso sia ormai finito, tornano le note floreali.
Lo immagino a tavola così come consigliato, con i crostacei, i frutti di mare... ma, secondo me senza troppi limiti anche semplicemente nel bicchiere, quando hai voglia di qualcosa di elegante e fresco.
"Villa Raiano Ripa Bassa Extra Brut"
Fiano - Greco · Metodo Classico · 36 mesi sui lieviti
Lo stappiamo?
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