Pasqua, Cilento e un rosso che sorprende 🐣🍾
Ci sono luoghi che sembrano custodire un equilibrio raro.
Il Cilento è uno di questi.
Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2010 e Riserva della Biosfera dal 1997, è una terra antica, dove la biodiversità e la macchia mediterranea raccontano ancora un’armonia autentica.
È qui, a Torchiara, che nasce Casebianche.
Una cantina che oggi è affermata e riconoscibile per i suoi vini dall’anima libera, giocosa.
Tutto è iniziato in prevalenza da fiano e aglianico:
i bianchi Cumalè e Iscadoro, i rossi Dellemore e Cupersito.
Poi, la svolta.
Sono arrivati i rifermentati in bottiglia.
Vini più leggeri, più dinamici, capaci di portare freschezza e brio in un panorama spesso dominato da struttura e alcol.
Prima La Matta, un Fiano sorprendente per versatilità.
Poi Fric, rosato da aglianico, luminoso e irresistibile, capace persino di conquistare la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso.
E oggi, per questa Pasqua, arriva lui:
Pashkà.
Un rosso rifermentato in bottiglia, senza sboccatura, nato dall’incontro tra aglianico e barbera.
Due caratteri diversi che trovano equilibrio in una beva fresca, succosa, vivace.
Un vino spontaneo, autentico, profondamente mediterraneo.
Il nome è un gioco:
una crasi tra “Pascià” e Pasquale, il suo creatore.
E a tavola?
Provalo con uno dei grandi protagonisti della Pasqua: il casatiello.
La sua ricchezza, tra salumi, formaggi e uova, trova nel Pashkà un alleato perfetto:
le bollicine e la freschezza puliscono il palato, mentre la succosità del vino accompagna ogni morso senza appesantire.
È uno di quegli abbinamenti che funzionano subito, senza bisogno di pensarci troppo.
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Buona Pasqua, con leggerezza.