L’Attimo (2023), Falanghina vulcanica di Roccamonfina

Oggi sto degustando 😊 la Falanghina IGP Roccamonfina “L’Attimo” 2023 di Enoz.
Siamo nell’alto Casertano, in un territorio di forte identità vulcanica. Il vino è biodinamico e la retroetichetta recita: “Passato e futuro nascono assieme, alimentandosi a vicenda, incrociandosi solo per un attimo nel presente.” Una dichiarazione d’intenti che trova riscontro nel bicchiere.

I suoli sono ricchi di pomice e lapilli, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina. Le uve di Falanghina sono coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica. La vinificazione è naturale, con fermentazione spontanea e macerazione sulle bucce di sei giorni. Segue un affinamento di otto mesi in anfora, prima dell’imbottigliamento senza chiarifica né filtrazione.

Parliamo di un’azienda certificata, vignaiolo FIVI, Masseria Torricella di Sessa Aurunca. Il vino è a 13% vol.

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo intenso, più che dorato, che vira chiaramente verso l’arancio, segno evidente della macerazione. Al naso è finemente fruttato, con richiami agrumati e note di fiori di zagara; tutto converge verso un mondo “arancio”, elegante e coerente, senza eccessi.

In bocca la sensazione tattile è abbastanza intensa: il vino è bello, masticabile, decisamente gastronomico. La beva è pulita e asciutta, con un’astringenza marcata ma ben integrata, che non disturba. In chiusura ritorna una freschezza acida che allunga il sorso e invita al boccone successivo.

Un vino che vive bene nel presente, ma che racconta chiaramente il suo passato geologico e la visione futura di chi lo produce.

 


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