Benvenuti a Tramonti sotto un cielo pieno di grappoli

 Un successo dei Coldplay, "A sky full of stars", mi viene da canticchiare percorrendo i sentieri vitati di Tramonti. Qui sotto le pergole, alzi lo sguardo e ti rendi conto che il cielo è disegnato dai grappoli, grappoli a volte spargoli, può trattarsi del tintore, uva tipica del territorio o del piedirosso. Se a bacca bianca e con acini piccoli come grani di pepe sicuramente sarà la pepella, oppure la bianca tenera, chiamata così per la sua buccia delicata.

Tramonti il cilelo è pieno di grappoli

Breve divagazione per introdurre il racconto della giornata trascorsa in visita a Tramonti presso l'azienda Monte di Grazia, di Alfonso Arpino, la moglie Anna e i figli che oggi si occupano della produzione. Giornata organizzata in collaborazione con il distributore Les Caves des Pyrene.

Olivia Arpino ci mostra le sue vigne a Tramonti

Guidati da Olivia Arpino abbiamo visitato una parte delle vigne, la proprietà è dislocata in cinque appezzamenti, ognuno presenta una diversa composizione dei terreni, in alcuni si trova argilla, in altri il suolo è sabbioso, con la presenza di cenere di origine vulcanica e lapillo. Nel vigneto che abbiamo visitato e di cui vi mostro le immagini, il terreno è particolarmente ricco di lapilli e la coltivazione dei vigneti è ancora quella tradizionale.

 il vigneto di monte di grazia la raggiera

L’impianto delle viti è a raggiera atipica, costituito da pali di castagno decorticati a mano.

Ai margini delle vigne sono poste ceppaie di castagno selvatico, da cui è possibile ricavare i pali per l’impianto, e di salice, i cui rami vengono tagliati e puliti (“ spulichiat” ) per la legatura. I rami più spessi si utilizzano per legare la vite al palo tutore; i rami più sottili (“saliciell”) legano i tralci ai pali posti orizzontalmente.

Impianto che richiede grande fatica, soprattutto durante il periodo della potatura e legatura.

Inoltre la maggior parte dei ceppi di questa vigna sono ultracentenari, sopravvissuti alla filossera e allevati a piede franco, si riproducono ancora oggi per propaggine.

Olivia Arpino ci mostra i fasci di sarmenti (prodotti della potatura dell’anno) legati con salice, posti ai lati dei terrazzamenti per fare da esca al tarlo, impedendogli così la deposizione delle uova sulle piante vecchie. A fine stagione le fascine vengono bruciate in modo da distruggere uova o stadi giovanili.

vigneto ultracentenario

Nei giorni scorsi Slow Food ha presentato al Sana di Bologna il suo manifesto per il vino buono, pulito e giusto. Scrive Carlo Petrini: "Il nuovo testo, oltre ad avere una visione mondiale, allarga il proprio sguardo, prendendo in considerazione tutto il complesso di relazioni che genera il lavoro del vignaiolo. Una figura, quella di chi lavora in vigna e in cantina, che diviene sempre più custode del territorio e si fa promotore di un sistema che fa di biodiversità e giustizia sociale i propri punti di forza".

 Ecco in sintesi il lavoro che Alfonso Arpino insieme alla sua famiglia sta portando avanti e la visita a Tramonti, da Monte di Grazia ne è la pura testimonianza.

 

 I monti Lattari visti dalla Cantina di Monte di Grazia